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Posts Tagged ‘storia delle scarpe’

Da quando sono tornati di moda i platform abbiamo perso il gusto per la semplicità di un tacco normale, ed è successo a tutte, me compresa, vi dico solo che al posto di “normale” avevo scritto “basso”, pensando a queste decolletè Cinti, alte/basse 7 cm:

sabrina heel cinti 2011

 

Oggi 7 cm sono pochi, pochissimi, ma fino a qualche anno fa il tacco 10 era da diva dello spettacolo, le donne comuni sfoggiavano tacchi 8 e gli uomini crollavano ai loro piedi senza battere ciglio; provate ad andare in discoteca con un tacco 8, non arriverete al bancone e vi sentirete inadeguate tutta la sera, garantito. Io amo i tacchi alti, altissimi, però ogni tanto mi prende la nostalgia per i vecchi tempi, quelli in cui tutte avevano almeno un paio di kitten heels nella scarpiera, gli stessi che le fan di Audrey Hepburn chiamano “Sabrina Heels”: tacchi che non superano i 6 cm, dolcemente sinuosi, mai eccessivi, proprio come la deliziosa protagonista del film Sabrina, divina nei suoi outfit Givenchy.

 

Tutto questo per dirvi che prima o poi mi regalerò un tuffo nel passato, una scarpina da cocktail che forse non metterò mai, chissà…

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Oggi nasce una nuova tag, dedicata alla storia dei più famosi e osannati shoe designer; non potevo che iniziare con il mio preferito in assoluto, colui il quale è da sempre al primo posto nel mio cuoricino sognatore, l’uomo del miracolo: Renè Caovilla. La monografia che state per leggere è datata 2008, l’ho scritta nel mio vecchio blog e ho scelto di non riformularla volutamente, buona lettura!

C’era una volta un artigiano veneto, curioso e piuttosto intraprendente, che nei primi anni nel Novecento iniziò a farsi conoscere per le sue creazioni a Stra, sulla Riviera del Brenta, dove aprì una piccola bottega in cui esprimersi in piena libertà. Nel 1938 il bravo Edoardo decise di lasciare le redini della sua fortunata attività a suo figlio, Renè Fernando, che ha il merito di essere riuscito ad aggiungere allo spirito artigianale tanto caro al padre un tocco di innovazione e unicità, utilizzando gemme e tessuti preziosi che non solo lo hanno consacrato come “genio del lusso” nell’ ambito delle calzature, ma lo hanno avvicinato a quello che è poi diventato il padrino del marchio Caovilla: Valentino Garavani. Il sodalizio tra i due “maestri” ha fruttato ad entrambi un meritato successo mondiale, e per Renè questo ha anche segnato l’inizio di numerose collaborazioni con altri stilisti come Christian Dior, per il quale vengono proposte creazioni fiabesche e “immaginifiche”, Karl Lagerfeld per Chanel, Ralph Lauren, John Galliano e Gianfranco Ferrè.
Ma il principe Renè non ha conquistato il mondo da solo, perché come in ogni favola che si rispetti anche in questa c’è bisogno di una principessa, che in questo caso è sua moglie, Paola Buratto Caovilla.
Paola non si occupa soltanto di comunicazione e relazioni esterne, ma disegna personalmente i modelli che poi vengono realizzati e comprati in tutto il mondo. Quello stesso mondo che sembrava stesse aspettando Renè e le sue creazioni, perché si è inchinato ai suoi piedi nel giro di pochissimi anni, rimanendo completamente conquistato dai suoi sandali, stagione dopo stagione; in un’intervista che Sua Maestà ha rilasciato lo scorso anno, nel corso dei festeggiamenti per i 75 anni di attività, ha affermato che “abbiamo aperto la prima boutique a Milano, a settembre 2004, e nel giro di poco più di due anni sono seguite Roma, Parigi, Tokyo, Dubai, Palm Beach e infine Londra, il mese scorso. Sette concept store, tutti rigorosamente nel cuore dello shopping internazionale e caratterizzati da arredi e decori preziosi che rispecchiano la mia grande passione per l’arte del Settecento veneziano: spazi a metà tra il salotto e la galleria d’arte, dove si possono cogliere le suggestioni che danno vita alle mie creazioni. Grazie ad una rete di multibrand selezionatissimi, circa 200 worldwide, siamo presenti nelle boutique più belle del mondo, raggiungendo le amanti del nostro brand da Rio de Janeiro a Hong Kong.”
Nel corso di questi 75 anni di crescita vorticosa la maison ha realizzato una quantità sconvolgente di scarpe da sogno (ma anche borsette preziose e bijoux), 3000 dei quali sono stati scelti personalmente da Renè e ad oggi sono conservati gelosamente in un archivio che per molte di noi rappresenta un mix tra il giardino dell’Eden e il Santo Graal: sappiamo che esiste, ma non possiamo accedervi. Ma abbiate fiducia,  perché il nostro Renè si sta preparando ad aprire un museo a suo nome in cui esporli tutti al pubblico, come è stato fatto a Firenze per Salvatore Ferragamo.
Il marchio Caovilla, ad oggi, può  vantarsi di aver rafforzato quel legame solido con il passato pur avendo guardato però verso il futuro, proponendo iniziative sempre più moderne e particolari, come lo sbarco dei sandali-gioiello nel mondo virtuale di Second Life. E’ per questo quindi che la favola del principe che invece che correre per il regno a cercare la sua Cenerentola ha creato per tutte le donne scarpe da sogno, da vere principesse metropolitane pronte ad osare ci stupirà ancora, perché all’originalità del lusso Made In Italy nulla può porre limiti. 

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