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Posts Tagged ‘christian louboutin’

Mi capita spesso di fermarmi a guardare un modello Louboutin e pensare “è troppo”: i platform possono essere esagerati, i materiali scelti ogni tanto mi terrorizzano, ma questa volta voglio mostrarvi un paio di decolletè che sulla carta sono geniali; si tratta del modello SuperVic (dedicato a Victoria? Chissà!), una decolletè dalla forma semplice, caratterizzata da una tomaia piuttosto scollata e da due listini sottili che contengono il piede e che corrono per tutto il bordo delle scarpe:

super vic louboutin

Naturalmente esiste anche una versione gioiello, un tantino vistosa (e costosa, neanche voglio sapere quanto):

decolletè gioiello scarpe

 

Non è una scarpa che sconvolge portando all’esaurimento, ma è un bel modello, elegante e discreto. Sulla carta, come vi ho detto, perché il signor Louboutin ama attingere al mondo del fetish, e se non punta su tacchi da spogliarellista deve sublimare con una tomaia scollata che mette in mostra l’attaccatura delle dita, anche nota come toe cleavage, il problema è che l’effetto finale è, appunto, troppo:

toe cleavage

Ringrazio AnnaLynne McCord che le ha indossate per me e per il mio blog!

Come vedete la scollatura è molto lunga, le dita non si intravedono, sono quasi del tutto esposte: a voi questo effetto piace? A me non dispiace se discreto, il mio limite massimo è quello delle Pigalle, in questo caso devo ringraziare Rihanna per avermi fatto da modella

😉

Per me una scarpa è come un bel vestito: è giusto che mostri ed esalti le forme, ma in modo elegante e discreto, va bene una scollatura sul decolletè, ma non indosserei mai un abito del genere, e non dipende solo dal fatto che non avrei occasione di metterlo:

 

Sarei curiosa di sapere cosa ne pensano gli uomini, uno in particolare: Doctor Retifist, a rapporto!

 

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Questo problema va affrontato, non posso più esimermi anche perché mi è stata chiesta una mia opinione anche di persona (grazie Laim per l’ispirazione): oggi si parla di peep toe in inverno, quindi di scarpe spuntate e del modo migliore per indossarle anche con il freddo. Prima di iniziare vorrei precisare che sto per darvi la mia opinione in merito, personale e discutibile, non ho le risposte a tutte le domande ma mi piace pensare di potervi essere d’aiuto con qualche consiglio.

Con peep toe intendo scarpe decolletè, quindi rigorosamente chiuse dietro, con una piaccola apertura anteriore, sottolineo, piccola: se si intravedono più di due dita si parla di open toe o di sandali, di seguito due esempi.

Lady Peep Louboutin, un gran bell’esemplare di peep toe:

Manolo Blahink Sedaraby, bellissime open toe d’orsay:

Io stessa spesso per fretta o pigrizia uso liberamente il termine peep toe anche per modelli più scoperti, ma in questo post la distinzione si fa necessaria, per un motivo piuttosto semplice: le peep toe si possono indossare con le calze, le open toe sono sandali più coperti, quindi si mettono in estate, oppure a piedi nudi, senza se e senza ma.

Esistono le decolletè chiuse, gli stivali, le francesine, i tronchetti e le peep toe, per sopravvivere all’inverno senza dover sacrificare il proprio stile e la propria scarpiera. Stilando l’elenco delle più classiche calzature che scegliamo per i mesi più freddi mi sono resa conto che le scelte sono tantissime, in realtà non c’è nessun bisogno di trovare il modo per indossare anche le peep toe, ma qui raramente parliamo di bisogni primari necessari, quindi andiamo al sodo.

Prima di scrivere questo post ho fatto una rapida ricerca su Google e leggendo le opinioni di ragazze e donne su questo annoso tema sono arrivata alla conclusione che io sono fatta al contrario: quasi tutte affermando di adorare l’effetto delle peep toe indossate con le calze color carne velatissime, quelle definite estive per capirci, come le celebri Cool Summer di Phillipe Matignon; si tratta di collant (una volta esistevano anche in versione autoreggenti, con tanto di antiscivolo posti sotto la pianta del piede) tuttonudo leggerissimi, 8 denari, privi di cuciture. Sono le classiche calze da cerimonia in chiesa, non si vedono ma ci sono, l’effetto sulla gamba è superlativo, ma per la zona piedi ho qualche dubbio: innanzitutto bisogna avere l’accortezza di far aderire la calza alla perfezione, per evitare che rimangano zone vuote e bozzetti in vista. Ma il vero quesito che vi pongo è un altro: quanto mai possono scaldare delle calze 8 denari? Pochissimo, tanto vale andare in giro a piedi nudi, le ho provate e so quel dico 😉

All’opzione calza velata color carne/nera non voglio neanche pensare, so che scatenerò l’ira di diversi uomini all’ascolto, ma il look da dominatrice anni ’80 mi inquieta, mi fa sentire vecchia e sciatta, quindi lo boccio, che vi piaccia o no. Idem per le calze a rete, anche se in alcuni casi, in versione nera e stretta, con delle mise sobrie dal retrogusto androgino, posso sopportarle, a patto che il piedino sia in perfetto ordine, con unghie laccate e curate. Se dovete osare, fatelo, ma con classe.

L’unica soluzione che io concedo sono le vecchie e care calze super coprenti, proprio loro, quelle tanto amate da Edie Sedgwick: anche in questo bisogna fare attenzione a tirarle per bene, per evitare antiestetici spazi vuoti. Per il colore, dipende dal vostro stile; io sostengo il vecchio e caro nero, una sicurezza che si abbina a tutto e che mette in risalto le scarpe al massimo, ma in giro ho visto anche calze colorate o lavorate e l’effetto non mi dispiace, l’importante è che siano, appunto, coprenti.

scarpe spuntate calze peep toe calze

(Shoedaydreams)

E voi che mi dite?

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Quando ho letto “neo punk” tra le categorie presentate nel sito Casadei mi si sono illuminati gli occhi, perché speravo di trovare qualche scarpina aggressiva ma pur sempre femminile, simile ai modelli che al momento propone solo Louboutin, e così è stato: a colpirmi sono le decolletè, il modello più tradizionale in assoluto, con tacco a spillo e punta affilata non troppo scollata.

Le trovo irresistibili, mi piacciono molto le borchie così piatte, i vari modelli Louboutin (dalle Pigalle alle Lucifer Bow) hanno un impatto più fetish, ma a quanto so sono estremamente dolorose: gli sfregamenti tra un piede e un altro possono condurre la fortunata Cenerentola dal castello fatato al pronto soccorso nel giro di pochi minuti, e nessuno è disposto a spendere quasi $1000 per farsi medicare i piedi, non siete d’accordo? Scherzi a parte, questa versione italiana mi piace proprio perché rappresenta un approccio soft al pianeta fetish/hardcore che ormai è parte integrante del mondo della moda, non tutte possono camminare su un tacco 12 borchiato senza rischiare di essere scambiate per una dominatrice in pausa pranzo 😉

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Qualche anno fa c’è stato il boom delle scarpe con dettagli in pvc trasparente, l’onda ha conquistato anche un’insospettabile come Miuccia Prada, e recentemente anche Louboutin ha rinunciato ai tessuti mesh, simili al nylon con cui si fanno le calze, in favore di un materiale meno traspirante ma altrettanto nudo come il pvc:

Queste decolletè fanno parte della collezione P/E 2012, si chiamano Bis en Bout e sicuramente faranno impazzire le star, già immagino la versione neon gialla ai piedi di Rihanna:

Il modello di base è il mio preferito, la classica decolletè  Pigalle modificata in una versione cap toe con doppio cinturino alla caviglia: i profili trasparenti sono molto sensuali perché lasciano scoperto il piede, ma non so quanto sia bello vedere la pelle respirare e appannare la scarpa 😉

Per le più aggressive c’è anche una versione in pitone con borchie appuntite, come vi sembrano?

 

Foto: ShoeRazzi

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Il titolo di questo post è volutamente semplicistico e d’impatto, ma racchiude alla perfezione l’idea che mi ha portato a scrivere il breviario che state per leggere, un’idea forse banale, che vuole guidare chi ha deciso di investire una parte dei propri risparmi per un paio di scarpe speciali, che sia per sempre, e creato dal migliore. Voglio ripercorrere la storia di alcuni degli shoe designer più famosi e amati del mondo, facendo parlare i loro modelli più celebri, per dare a tutte la possibilità di scegliere scarpe belle e importanti, non solo perché costose, ma perché tappa di un percorso stilistico che ha lasciato il segno. E’ un processo ambizioso che non vuole essere universale, le mie scelte e le mie passioni sono in ogni foto, se volete aggiungere qualche nome fatelo pure nei commenti!

Decolletè: con questo nome ci riferiamo alle più classiche calzature da donna, chiuse e dotate di tacchi più o meno alti, e punte che variano nelle forme a seconda dell’epoca. A reinventare il più tradizionale modello di scarpa femminile è stato Roger Vivier, che nel 1947 si trovava ai piedi delle modelle vestite da Dior: è l’anno del New Look, una svolta epocale che ha portato le donne a mostrare le forme e scoprire le caviglie, portando attenzione ad un dettaglio fino  a quel giorno trascurato, le scarpe. Se volete investire in un paio di decolletè che sia eterno potete iniziare proprio da un modello Roger Vivier, senza dimenticare Salvatore Ferragamo, un grande talento che ha conquistato Hollywood e le sue star a colpi di stiletto, ma anche geni più moderni come Sergio Rossi e Casadei. La scarpa perfetta ha una punta modesta, non troppo affilata ma nemmeno tonda, una scollatura discreta e un tacco alto sottile, senza fronzoli e senza platform: ricordate che è la semplicità a rendere eterno un accessorio. Per i colori, puntate sui vostri preferiti: mi sento solo di bandire i tessuti broccati troppo lavorati perché stancano presto.

Roger Viver:

Salvatore Ferragamo:

Sergio Rossi:

Casadei:

Come avrete sicuramente notato, ogni shoe designer citato ha posto la sua firma sulle sue creature: la fibbia rettangolare di Vivier, il fiocco Vara di Ferragamo, il tacco a stiletto puro di Rossi e la punta assassina di Casadei.

Ballerine: la versione comoda delle decolletè, l’aspetto infantile spesso trae in inganno un occhio poco esperto, Brigitte Bardot ha sedotto il mondo con queste scarpine ai piedi, e lo stile di Audrey Hepburn non sarebbe stato lo stesso senza le ballerine, non trovate?

Queste scarpe nascono proprio come omaggio al mondo della danza, come suggerisce il nome, quindi parlando di acquisti a tema non posso non menzionare due marchi specializzati, Porselli e Repetto. Se l’aspetto “sportivo” vi sembra eccessivo puntate su MiuMiu, ogni anno propone ballerine deliziose, stesso discorso per Salvatore Ferragamo. Impossibile non citare anche i modelli Chanel, semplici ma eterni, come il mito di Mademoiselle Coco. Di gran moda tra le giovanissime le ballerine Tori Burch; strizzano invece l’occhio al mondo del low cost di qualità i deliziosi modelli di Anna  Baiguera, sembrano caramelle da scartare e collezionare.

Porselli:

Repetto:

MiuMiu:

Salvatore Ferragamo:

Chanel:

Tori Burch:

Anna Baiguera:

Scarpe gioiello: fino a qualche anno fa erano considerate scarpe da soubrette, adatte solo a chi aveva a che fare con telecamere e studi televisivi, poi è arrivata Shoegal, che ha iniziato ad abbinare sandali Caovilla anche ai jeans, e i sandali gioiello sono diventati scarpe da tutti i giorni. Fermatevi: sto scherzando!! Però in tutto questo c’è una piccola verità: da qualche anno le scarpe tempestate di pietre preziose e lustrini si vedono ovunque, forse troppo, anche nella vita di tutti i giorni. Io credo che il segreto sia nel sapere dosare, come in tutte le cose: via libera a strass e gemme, abbinati con sobrietà ed eleganza. Su chi puntare per il grande acquisto?

Al primo posto c’è ovviamente Renè Caovilla, re delle calzature gioiello; altri nomi importanti sono Loriblu, Stuart Weitzman, amato dalle star di Hollywood, Giuseppe Zanotti, Le Silla e Christian Louboutin, con riserva. Con riserva perché ancora non ho capito quanto ci sia di buono dietro lo stile patinato delle suole rosse: le scarpe sono splendide, non lo nego, ma ancora manca uno stile che classifichi una suola rossa come “eterna”. Al momento è la suola a fare la scarpa, e per quanto mi riguarda c’è qualcosa di perverso in questo!

Renè Caovilla:

Loriblu:

Stuart Weitzman:

Giuseppe Zanotti Design:

Le Silla:

Christian Louboutin:

Stivali: ogni moderna catwoman ha i suoi stivali speciali, che la tengono calda in inverno senza farla sentire meno femminile. Scegliere soltanto alcuni shoe designer è stato molto difficile, al momento non c’è un nome a cui penso immediatamente se rifletto sugli stivali, voi avete qualche idea? Intanto non posso non menzionare, di nuovo, Sergio Rossi e Casadei, per la donna che non deve chiedere mai; anche El Vaquero produce stivali di qualità, i modelli da cowgirl spesso costano più della metà di uno stipendio medio ma pare durino per sempre.

Sergio Rossi:

Casadei:

El Vaquero:

Ora passerò velocemente a tre modelli di scarpa che studio quasi con indifferenza, ma siccome si deve essere preparati su tutto ho deciso di dedicargli un piccolo spazio, non sbadigliate, vi controllo!

Mocassini: le classiche scarpe da guida, non mi piacciono ma la loro storia ci riporta ad un’epoca così romantica che non è possibile non palpitare. I modelli più famosi sono quelli di Car Shoe e Tod’s, casual e chic, importanti anche quelli in pelle di Gucci, dotati di immancabile horsebit.

CarShoe:

Tod’s:

Sneakers: quest’anno gli occhi di tutte noi hanno brillanto davanti al modello glitter di MiuMiu, ma le sneakers da città per eccellenza sono le Converse, che purtroppo non riesco a sopportare per più di dieci minuti, accompagnate dalle Hogan, che non riesco a sopportare neanche in foto! Carini i modelli colorati di Serafini, ancora poco inflazionati:

Converse:

Hogan:

Serafini:

Credo di aver detto il necessario, per il superfluo c’è sempre tempo 😉

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Avrei voluto pubblicare tutte le immagini della collezione A/I 2011/2012 di Christian Louboutin, ma i modelli proposti sono così tanti che alla fine ho preferito postare direttamente un video realizzato dallo staff del sito Shoebunny:

Come vi sembra? Ho ricominciato a respirare dopo i primi cinquanta secondi, quando i modelli con tacchi massicci e platform estremi hanno lasciato spazio a decolletè pulite e sensuali, molto “Louboutin vecchio stile”, e ho puntato diverse scarpe molto interessanti, chissà se riuscirò mai ad infilarci i piedi 😉

Fonte: Shoebunny

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Mi sono posta questa domanda anni fa, quando in una puntata di “Sex And The City” ho seguito le avventure di Carrie dedicando più attenzione ai suoi sandali, Louboutin, in pelle metallizzata di colore diverso, che ai suoi drammi amorosi, e me la pongo anche ora, dopo aver visto le foto della sfilata di Davidelfin a Madrid:

Anche in questo caso si tratta di scarpe Louboutin, ad essere spaiato è il modello Daffodile, indossato dalle modelle con dei calzini bianchi assolutamente discutibili: voi indossereste mai scarpe di colore diverso (soprassediamo sul dettaglio del dover acquistare due paia di scarpe uguali, ad un prezzo proibitivo, per poter anche solo pensare di farlo). Io non ce la farei, troppo strano anche per me, ma sembra che la moda, nella sua declinazione più infantile e ludica, stia andando in questa direzione: sì o no?

Foto:Passion Des Louboutin

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In queste ultime settimane ho dato vita ad una nuova abitudine serale: dopo una massacrante giornata di lavoro e una doccia meravigliosa e lunghissima, munita di portatile sulle gambe (che caldo che fa) inizio a surfare su ebay in cerca di occasioni imperdibili. Ho trovato diversi modelli Caovilla bellissimi (il cuore mi porta sempre lì, abbiate pazienza), ma purtroppo nessuno del mio numero, poi mi si è aperto un piccolo angolo di presunto paradiso; ho scoperto che esistono diversi negozi virtuali che rivendono scarpe usate (ma anche borse, abiti, gioielli, YAWN)  dalle star a prezzi davvero competitivi.

Sono certa che molte di voi già conoscono questi siti, ma io non sono mai stata una grande fan di ebay, quindi li ho scoperti solo ora, e devo dire che se davvero vendono oggetti originali siamo davvero a rischio 😉

Il più interessante che ho trovato è “Celebrity Owned“, uno store che offre un servizio apparentemente eccellente che mi ha fatto venire in mente un libro da femminuccia che si chiama “I Love Shopping” (di Carmen Reid); nel libro la protagonista, Annie, è una personal shopper che si dedica anima e corpo al suo lavoro in un negozio chic di Londra, ma gestisce anche un negozio ebay in cui rivende abiti e accessori firmati. Lo staff di Celebrity Owned non ci racconta dove e come raccoglie gli oggetti che poi trovano spazio nel web, ma garantisce l’autenticità di quanto messo in vendita, e in effetti i feedback sembrano confermare tutto questo. A me personalmente non importa sapere che i sandali che vedo nel sito sono stati indossati da una star, mi interessa che siano in eccellenti condizioni, oltre che originali e venduti ad un prezzo accettabile, siete d’accordo? Non credo che si tratti davvero di accessori salvati dai guardaroba di attrici e cantanti stanche di indossarli, perché solitamente le suddette le vendono per beneficenza ricavando tanta pubblicità, ma mai dire mai! Ad essere sincera, guardando le varie scarpe proposte, ho cercato di immaginare quale star le avesse indossate, ma il gioco è durato poco, preferisco concentrarmi sui miei piedi e sulla loro vestizione. Non ho ancora deciso se e cosa acquistare, ma il progetto mi incuriosisce parecchio, ecco qualche modello che ha attirato la mia attenzione, ovviamente nel sito ci sono scarpe per tutti i gusti e per tutte le misure, fateci un salto!

Renè Caovilla

Manolo Blahink:

Chanel:

Louboutin:

Un altro sito che offre un servizio simile è VipConsignment, meno sviluppato dell’altro ma comunque ricco di interessanti tentazioni che si presentano sotto forma di scarpe, ma non solo!! I prezzi sono piuttosto alti e le foto sembrano professionali, diciamo che per un primo acquisto mi fiderei più di Celebrity Owned, ma guardare non comporta rischi.

Dior:

Louboutin per Marchesa (sono un 41 ma costano uno sproposito, guardare ma non toccare ladies!):

Prada:

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Il martedì è il mio unico giorno libero, e solitamente dedico parte della giornata allo shopping; non sempre compro, spesso mi accontento di cercare spunti da condividere qui. Ieri ho visitato diversi negozi, ma per oggi mi limiterò a mostrarvi delle decolletè che ho trovato da Bata: mi hanno colpito subito, la loro altezza le rende piuttosto visibili, ma il merito va anche al modello, chiaramente ispirato alle celebri Bibi di Christian Louboutin:

 

Naturalmente le Loubies sono le seconde!! La punta del modello Bata è leggermente più accollata rispetto alle scarpe originali, ma vi garantisco che dal vivo sono davvero simili; le ho provate per curiosità, non ho scarpe chiuse con il tacco grosso e il platform in vista, pensavo fossero orribili, e invece mi sono piaciute, parecchio. Sono molto alte, e questo le rende meno massicce, sto valutando l’idea di acquistare (finalmente, direte voi) una scarpa diversa dal solito, molto versatile perchè adatta ai jeans, ma anche ad una gonna a ruota dal gusto vintage. Il modello Bata, realizzato in pelle e materiali sintetici, è disponibile anche in nero e rosso, e costa 69 euro.

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Suona strano dirlo, ma anche Sarah Jessica Parker e il team di Vogue US possono commettere degli errori: niente di grave, per carità, ma quando ho guardato le foto del servizio “The Age Issue” con la bionda attrice come unica protagonista sono rimasta perplessa. Gli outfit sono ben strutturati e indubbiamente chic, eppure qualcosa stona, in un’immagine in particolare, questa:

SJP chanel resort 2012 yellow

Il tailleur giallo (Chanel Resort 2012) è delizioso e fascia alla perfezione il corpo sottile di SJP, ma non trovate che le scarpe siano piuttosto banali? Sono le famose “BB “di Manolo Blahink, per quanto si tratti di un bellissimo paio di decolletè in camoscio le trovo scontate, sembrano spegnere il completo e l’allure ladylike che contraddistingue lo scatto:

bb manolo blahnik sjp chanel

Al posto di queste decolletè avrei scelto una scarpa di carattere firmata Louboutin, come per esempio questo modello dal gusto vintage, si chiama “Gino”:

Magari nelle stesse tonalità usate anche sul set di “Sex And The City2”, per richiamare il giallo del tailleur:

Inutile specificare che se avessi le BB di Manolo anch’io tenderei ad indossarle con qualsiasi cosa, ma qui stiamo parlando di un servizio fotografico che finirà nel numero di settembre di Vogue America, ossia di un mondo un pò lontano dal mio armadio 😉 E voi, quale modello preferite?

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